Alimentare, luxury, farmaceutico: l’impatto green nelle diverse industry
Nel primo episodio di questo ciclo di articoli dedicati alla sostenibilità abbiamo visto il c.d. ciclo di vita dei prodotti sostenibili, dall’ideazione alla spedizione, e di come il solo materiale eco-friendly non basti per definirsi sostenibile.
Ma, nello specifico, come cambia l’impatto della sostenibilità nelle diverse industry? Ciò che indagheremo in questo articolo sarà, in particolare, una panoramica dei materiali per tre delle più importanti industrie al mondo – alimentare, lusso, farmaceutica – e le esigenze concorrenti che, insieme alla sostenibilità, vanno considerate per dare al consumatore un buon prodotto a 360°.
Packaging alimentare
Per questa industria, il tema del packaging è assolutamente imprescindibile non solo in termini di conservazione ma anche di vendita poiché spesso è una delle variabili su cui si basa la scelta del consumatore.
A oggi, tra i materiali più utilizzati c’è, ad esempio, il Polietilene (PE), resina termoplastica che ha il grande vantaggio – difficile da riprodurre – di essere duttile, plasmabile e trasparente ma al contempo anche resistente. Solitamente con questo materiale si sviluppano film, bobine e sacchetti da imballaggio.
Per citarne altri, il c.d. PET (Polietilentereftalato), forse il più resistente e protettivo; il Polipropilene (PP), di solito usato per il confezionamento di prodotti freschi e deperibili, sottovuoto e materiali da poter inserire nei forni, anche a microonde.
Questi materiali, com’è facile intuire, sono di natura plastica e dunque tendono a produrre un’alta quantità di rifiuti di difficile smaltimento e/o riutilizzo.
Se guardiamo alle possibili alternative, forse la più utilizzata in questo momento storico è l’Acido polilattico (PLA), un polimero di origine naturale ottenuto da mais, barbabietola, patate o canna da zucchero. In questo caso, abbiamo un materiale totalmente compostabile e biodegradabile privo di derivati del petrolio. Si possono ovviamente citare, ancora, le bioplastiche ottenute da biomassa nonché, anche, la carta termoformabile, un mix di fibre naturali e resine termoplastiche.
Packaging farmaceutico
Nel caso dell’industria farmaceutica, oltre alla sostenibilità, il tema dominante è quello della sicurezza del contenuto. La scelta del materiale non può solo essere eco-friendly ma anche affidabile, per garantire l’integrità del prodotto – fragile, per certi versi – contenuto nelle confezioni. A questo si aggiungono certamente delle regole molto stringenti date direttamente dal Legislatore.
Oltre alle bioplastiche già citate per l’alimentare, si possono citare i c.d. Packaging “Closed-Loop”, a “Ciclo Chiuso”. Si tratta di materiali prodotti all’esito di un processo circolare che riutilizza lo stesso materiale per un numero elevatissimo di volte. Una volta terminato il suo ciclo di vita, il materiale non termina la sua esistenza ma viene reimmesso nella catena produttiva. Si possono citare, ad esempio, le bottiglie ricavate dal rottame di vetro oppure i flaconi in Carbon Capture PET, una plastica ottenuta dalla trasformazione proprio delle emissioni di CO2.
Packaging luxury
Se nel caso dell’industria alimentare il grande tema da affrontare è la deperibilità dei prodotti contenuti e in quella farmaceutica l’integrità dello stesso, nell’industria dei prodotti di lusso il compromesso è fra materiali sostenibili e godibilità visiva. In breve, il prodotto deve avere un’impronta ecologica ridotta ma al contempo essere bello. In questo ambito il materiale più diffuso è la plastica che, anche se riciclata, mantiene una resa visiva essenzialmente identica a quella vergine. Tra le plastiche emerge il PLA, Acido Polilattico, un polimero di origine biologica che si presta all’utilizzo con un’ampia varietà di colori.
Passando invece alla carta, molto innovativo è il caso della carta a base di noccioli di olive.
L’ultima innovazione, potenzialmente utilizzabile in tutte le industrie già citate e in molte altre, è l’utilizzo dell’alga come sostituto della plastica. Una delle innovazioni che si vorrebbero recepire anche nello sviluppo dei prodotti Neupack. I materiali composti dall’alga hanno il duplice vantaggio, come altri già citati, di essere totalmente biodegradabili e totalmente plastic-free e, al contempo, flessibili e resistenti. Attualmente si è ancora in fase di sperimentazione, con anche alcune aziende svizzere a operare nell’ambito della ricerca sul campo.
Al di là del singolo materiale, però, sarà necessario fornire sempre al cliente e all’industria il miglior servizio completo, non solo sostenibile ma efficiente ed efficace in termini di tempo, risorse e ritorno economico.
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